Scuole e laboratori

Miniature a scuola

Lo spettacolo arriva a scuola come esperienza artistica. Il laboratorio, quando c’è, nasce dopo: per continuare a guardare, immaginare e dare voce alle cose.

Nuvole, sassi, pozzanghere, ombre, rami e altri elementi del quotidiano raccontano la propria esistenza in prima persona. La musica e la parola aprono uno spazio comune nel quale bambini e adulti possono ascoltare le stesse immagini senza doverne ricavare la stessa cosa.

La scena della Nuvola in Miniature
L’esperienza

Prima lo spettacolo

Miniature non usa le canzoni come esercizio: chiede innanzitutto di ascoltare, osservare e immaginare.

Nel progetto, le cose quotidiane prendono parola e raccontano trasformazioni, relazioni, tracce, separazioni e ritorni. Lo spettatore è invitato a sostare su ciò che normalmente rimane sullo sfondo e a completare con la propria immaginazione ciò che musica, parole e scena suggeriscono.

In ambito scolastico lo spettacolo può essere seguito da un tempo di incontro con gli artisti oppure da un laboratorio. Le due parti restano però distinte: il valore dell’esperienza non dipende dalla presenza di una consegna didattica successiva.

Due forme, spazi diversi

La forma viene scelta insieme alla scuola in relazione allo spazio disponibile, al numero di partecipanti e al tipo di esperienza che si desidera costruire.

Trio · teatro musicale

Quando c’è uno spazio scenico

Due voci/performer e chitarra. Canto, parti narrate, movimento, oggetti e luci costruiscono una vera drammaturgia teatrale.

Durata dello spettacolo: circa 50 minuti.

Duo · racconto musicale

Quando serve una forma più raccolta

Voce e chitarra. Parola e canzone restano in primo piano, senza oggetti di scena né drammaturgia teatrale elaborata.

Adatto anche a spazi più essenziali, con configurazione tecnica concordata.

Dopo lo spettacolo

Tre possibilità modulari. Possono restare semplici momenti di dialogo oppure diventare un percorso creativo più articolato.

Incontrare gli artisti

Domande, curiosità e osservazioni possono diventare il modo più semplice per prolungare l’esperienza dello spettacolo e riattraversarne immagini, musica e azioni.

Dare voce a una cosa

Si sceglie un oggetto, un elemento naturale o un fenomeno e si prova a immaginarne il punto di vista: che cosa vede, che cosa ricorda, che cosa desidera, che cosa cambia nella sua esistenza?

Dal testo alla canzone

Il lavoro può proseguire verso l’elaborazione di un breve testo poetico e, quando il contesto lo rende possibile, verso la scrittura di una nuova canzone da affiancare idealmente ai personaggi di Miniature.

Che cosa mette in moto

Uno sguardo che continua

Attenzione. Accorgersi di ciò che l’abitudine rende meno visibile.

Immaginazione. Ampliare il reale senza doverlo sostituire con qualcosa di straordinario.

Relazione. Scoprire che un sasso, una pozza, un ramo o un’orma possono diventare porte per parlare di incontri, distanze, cura e memoria.

Tempo e trasformazione. Nascere, cambiare, scomparire, lasciare tracce, tornare sotto un’altra forma: i temi profondi emergono dentro il gioco e le immagini, senza essere spiegati in anticipo.

Organizzazione

Costruiamo la forma insieme

Miniature può incontrare bambine, bambini e ragazzi di età diverse. La proposta viene definita di volta in volta in relazione all’età delle classi, allo spazio e all’obiettivo dell’incontro: dalla scuola primaria alla secondaria di primo e secondo grado, lo spettacolo e le eventuali attività successive possono mettere in evidenza aspetti differenti del rapporto fra poesia, musica, immaginazione e sguardo sul mondo.

È possibile prevedere un tempo iniziale o finale per l’incontro con gli artisti. Le esigenze tecniche e l’eventuale laboratorio vengono concordati con la scuola prima della data.
Scuole

Immaginiamo l’incontro

Per valutare duo o trio, numero di repliche, incontro con gli artisti o laboratorio, scrivici indicando età delle classi, numero indicativo di partecipanti e spazio disponibile.